Agli albori del timebanking. Traducendo la storia di Teruko Mizushima.

teruko-mizushima-2Si sente spesso dire che tradurre è tradire, ma pochi pensano a come la traduzione possa anche divenire un modo di valorizzare il lavoro di gruppo.

TIMEREPUBLIK è lieta di presentarvi un progetto che unisce la professionalità di 11 traduttori diversi e il loro interesse verso la tematica del time sharing. Ciascuno di loro si è offerto di tradurre (retribuito con unità temporali) una parte di un saggio sulla figura di Teruko Mizushima, la donna giapponese che creò la prima banca del tempo a livello mondiale. Si tratta di un testo dettagliato e molto complesso da tradurre, che parla sia della storia personale di Mizushima che di quella della sua associazione. Il testo originale è disponibile a questo link (http://intersections.anu.edu.au/issue17/miller.htm) ad opera di Jill Miller.

Di fronte a un lavoro del genere, abbiamo ritenuto che occorresse una traduzione speciale, che mettesse in risalto la professionalità e, al contempo, l’individualità degli utenti iscritti a TIMEREPUBLIK. È per questo che abbiamo realizzato un esperimento di traduzione collaborativa retribuita in tempo, grazie a undici traduttori italiani residenti in sei paesi diversi (ve li faremo conoscere tutti a breve!).

Vi presentiamo il testo tradotto, indicando l’autore di ciascun frammento. Questo permetterà di confrontare stili e tecniche di traduzioni diverse, mettendo anche in luce la qualità del lavoro svolto da ogni singolo. Chiunque avesse bisogno di un traduttore potrà ovviamente contattare gli autori di questo lavoro su TIMEREPUBLIK.

Pensiamo che questa traduzione, ‘pagata’ secondo le modalità del timebanking, sia il modo migliore che TIMEREPUBLIK ha di omaggiare Mizushima. Buona lettura!

Segmenti 1-3, traduttrice Amanda Pfandler (Svizzera), tempo guadagnato: 0:45h

1. Teruko Mizushima, di origini giapponesi, è stata una visionaria che nel 1973 ha creato la prima banca del tempo, basandosi su un concetto che aveva iniziato a sviluppare nel 1940. Mizushima considerava il tempo una forma alternativa di commercio, rispetto a quello basato sul denaro. Ha fondato la sua banca sul semplice concetto che ogni ora di tempo fornito come prestazioni ad altri, avrebbe permesso di guadagnare l’equivalente in ore, che il donatore poteva usare in futuro per usufruire di servizi offerti da terzi. Riteneva che le persone avrebbero potuto offrire il proprio tempo in quei periodi nei quali le loro vite erano meno frenetiche, e sfruttare queste “riserve” di tempo quando fosse stato necessario. Questo avrebbe permesso un utilizzo più efficace del tempo nel corso della loro vita e dato la possibilità di ricevere un aiuto quando ne avrebbero avuto bisogno, in età avanzata. Teruko Mizushima ha quindi cercato di affrontare i problemi dell’invecchiamento della società molto prima che il fenomeno diventasse noto.

2. Nel giro di sei anni la sua Banca del lavoro volontario (Volunteer Labour Bank – VLB) che si rivolgeva alle casalinghe, si è sviluppata in tutto il Giappone. Tuttavia, benché la banca di Mizushima sia attiva ancora oggi, il numero delle adesioni è diminuito a partire dalla sua morte nel 1996. Benché modelli simili siano stati sviluppati in varie altre parti del mondo , il contributo di Teruko Mizushima al concetto e alla realizzazione delle banche del tempo, rimane generalmente sconosciuto al di fuori del Giappone.

3. Nell’aprile del 2005 mi sono recato a Osaka per effettuare una ricerca sul campo per la mia tesi di dottorato sulle banche del tempo e i giapponesi anziani. A quel tempo, tutto quello che sapevo su Teruko Mizushima e il suo gruppo lo avevo appreso da un saggio del 2004 di Bernard Lietaer sulle valute comunitarie in Giappone, nel quale l’autore la definiva come la fondatrice della prima banca del tempo al mondo. Per una fortunata coincidenza, l’annuale raduno dei rappresentanti della rete nazionale della sua banca del tempo si è tenuto proprio il fine settimana successivo al mio arrivo. Vi ho partecipato, ottenendo una calorosa accoglienza, cui ha fatto seguito l’invito a recarmi al quartier generale della banca e a svariati incontri di gruppi locali, durante i quali ho avuto modo di incontrare vari membri della banca. Mi sono anche immerso negli scritti di Mizushima.

Segmenti 4-7, traduttrice Licia F. (Italia), tempo guadagnato 3:15h

4. Le seguenti note biografiche sono tratte dai quattro volumi pubblicati dalla Mizushima sulla sua vita, sulle idee e sull’evoluzione della sua associazione . Il primo libro, ripubblicato in edizione riveduta e corretta per attrarre nuove generazioni di lettori, contiene una selezione dei suoi articoli, mentre l’ultimo comprende alcuni estratti ricavati dalle newsletter del gruppo, stampate nel corso della sua espansione.

5. Teruko Mizushima nacque nel 1920 a Osaka, da una famiglia di commercianti. Dopo essersi brillantemente distinta a scuola – la matematica era la sua materia preferita –, fu ammessa alla Facoltà di Medicina riservata alle donne. La morte di sua madre, tuttavia, le impedì di intraprendere questi studi, per cui decise di iscriversi all’Accademia per la formazione delle spose, in modo da acquisire una preparazione completa nell’ambito dell’economia domestica e assimilare quelle abilità considerate all’epoca allettanti per una giovane moglie.

teruko-mizushima6. La famiglia le permise di cogliere al volo l’opportunità di vivere all’estero prima del matrimonio. Dopo aver respinto l’ipotesi di Londra, considerata pericolosa a causa delle manifestazioni contro le incursioni giapponesi in Cina, nel 1939 la Mizushima andò a studiare negli Stati Uniti. Il periodo iniziale di tre anni fu ridotto a uno, a causa delle tensioni tra Stati Uniti e Giappone riguardo alla Cina, e della minaccia di una guerra tra i due paesi . La Mizushima decise così di frequentare un corso breve di cucito, che le avrebbe fornito un insieme di competenze, utili alla vita nel suo paese.

7. Subito dopo il ritorno in Giappone, la Mizushima si sposò. Alla nascita della prima figlia, durante lo scoppio della guerra del Pacifico, suo marito fu arruolato nell’esercito; fu allora che cominciò ad abbozzare le teorie sull’uso del tempo, che in seguito sarebbero sfociate nella creazione dell’associazione. Una prima ispirazione le arrivò dal crollo nervoso che visse a soli tre mesi dal matrimonio, provocato dal peso delle faccende domestiche che impegnavano la sua vita di novella sposa ogni giorno, dalle cinque del mattino fino a mezzanotte. Quando si riprese, la Mizushima cominciò a interrogare la gente sull’uso che faceva del proprio tempo, affermando che tutti avevano il diritto di riservarne un po’ per se stessi. Di lì a poco si sarebbe impegnata a fondo nello studio di soluzioni atte a migliorare l’utilizzo del tempo, una risorsa universale che, secondo lei, non doveva essere più sperperata, poiché, se usata correttamente, si sarebbe rivelata più preziosa del denaro, consentendo a chiunque di vivere la vita tanto desiderata.

Segmenti 8-10, traduttrice Veronica Bernardi (Italia), tempo guadagnato 0:30h

8. Mizushima iniziò cercando di ordinare la propria vita per raggiungere i propri obiettivi. Decise di spendere i primi dieci anni del suo matrimonio facendo ciò che desiderava suo marito, i successivi dieci anni li avrebbe spesi per i suoi figli, e giunta ai quarant’anni avrebbe iniziato a fare quello che lei avrebbe voluto. Preparò questo piano nel periodo in cui credeva che l’età media della vita fosse di cinquanta anni, sperando così di realizzare i suoi obiettivi per quell’età. Tuttavia, la guerra la separò da suo marito per metà della prima decade, durante questi anni le sue energie furono dirette verso i suoi figli e alla sopravvivenza.

9. Le sue esperienze successive al periodo di guerra e l’immediato dopoguerra fecero nascere a Mizushima importanti quesiti su come le persone potessero guadagnarsi il controllo necessario per affrontare le emergenze della loro vita. Iniziò a pensarci quando fu sorpresa da un bombardamento aereo con i suoi figli e comprese la sua vulnerabilità. Consapevole di poter morire in ogni istante, si domandò chi potesse prendersi cura della sua prole se fosse stata uccisa. Continuò a riflettere su come le persone potessero garantire la sicurezza dei familiari dopo la loro morte.

10. Mizushima più tardi scrisse: “Alla fine della guerra avevo 25 anni con le case della mia famiglia di origine bruciate dai bombardamenti. Avevo due bambini piccoli nelle mie braccia e mio marito era scomparso da qualche parte in zona di guerra. Guardando il sole al tramonto sulle pianure bruciate decisi che “da ora in avanti, usando le mie sole forze, proverò a considerare qualunque cosa io possa fare.”

Segmenti 11-12 (+ didascalia), traduttore Stefano Raffaelli (Svizzera), tempo guadagnato 1:00h

11. In principio, Mizushima sognava di diventare una designer di moda. In seguito, invece, abbandonò queste ambizioni perché sarebbero state in conflitto con i suoi doveri di moglie sposata con il figlio maggiore di genitori bisognosi di cure. Il talento di Mizushima nel cucito si è rivelato molto utile in ogni caso. Durante i primi tempi del dopo guerra, lei barattava i suoi servizi di cucito in cambio di verdura fresca dai contadini così la sua famiglia evitò la tanto diffusa malnutrizione nel Giappone in quel periodo. Le persone che vedevano le sue splendide creazioni indossate dai suoi bambini, desideravano anche loro gli stessi indumenti e le chiedevano di produrne in cambio di cibo.

12. Intanto che osservava i suoi simili in piena difficoltà con le carenze di beni materiali di cui anche l’intera popolazione giapponese nell’immediato dopo-guerra soffriva, Mizushima proseguì a crescere la sua convinzione sul potere di aggregazione della gente per affrontare le avversità. Questa esperienza alimentò ulteriormente il suo desiderio di fondare una organizzazione che potesse dare ai suoi membri una più grande sicurezza sui beni materiali e controllare il proprio futuro così come sfruttare l’opportunità di contribuire nella propria comunità. Si associò ad un gruppo di donne che gestivano acquisti di beni all’ingrosso a prezzi scontati così potevano soddisfare le necessità della vita. Era un periodo in cui le persone dovevano essere molto virtuose per sostenere le necessità economiche. Mizushima deve molto alle persone con cui ha lavorato in questo periodo perché molte delle sue ispirazioni iniziali e successive derivano da questa collaborazione. Così come Mizushima, molte di queste donne credevano fermamente nell’agire collettivo. Era molto colpita dall’originalità del pensiero, per esempio come la signora che per tenere pulite più a lungo le lenzuola della sua famiglia, faceva indossare le calze ai figli prima di andare a letto. Mizushima aspirava ad essere innovatrice ed era molto orgogliosa sul fatto che proseguì a sviluppare sempre nuove idee che in seguito le fruttarono numerosi riconoscimenti e premi dal governo giapponese e numerose associazioni private. Con metà dei soldi che ha ricevuto dai premi ha rifinanziato la sua organizzazione.

Segmenti 13-15, traduttrice Cris O (Francia), tempo guadagnato 1:00h

13. Spinta dal desiderio di capire le ragioni che spingono le persone ad agire in un certo modo e come le loro azioni potrebbero essere migliorate, Mizushima si fissa il compito di indagare il comportamento umano. Dopo essere entrata a far parte del ParentTeacherAssociation (PTA), della scuola dei suoi figli alla fine del 1940, stranita dalla scarsa presenza di genitori alle riunioni, decide di lanciare un sondaggio al fine di scoprire perché le altre mamme non partecipano a questi incontri. Scopre quindi che le due cause più comuni sono la mancanza di tempo e una certa riluttanza a lasciare le case incustodite per paura dei ladri o di qualche altra forma di disastro. Decide dunque di non permettere mai che uno di questi due fattori incida negativamente sulla propria vita.

14. Per non dovere temere furti, progetta e costruisce una casa a prova ladro. Alla fine della guerra, infatti, quando i prezzi erano bassi, Mizushima aveva comprato un lotto considerevole di terra e la proprietà era abbastanza grande da consentire di chiudere a chiave le aree private e allo stesso tempo lasciare libero accesso al vicinato a tutte le aree non private, compreso il salotto, la cucina, il bagno e il giardino. Queste zone libere servirono da punti di incontro per gruppi di comunità in un momento in cui c’erano pochi spazi di aggregazione di grandi dimensioni. Secondo Mizushima, la gente era così felice di avere accesso alla sua proprietà che si occupava naturalmente di vegliare su di essa, sollevandola da ogni preoccupazione.

15. La sua casa le servì da esperimento per i suoi studi sull’ottimizzazione dell’uso efficace del tempo. Nel 1984 scrisse che, fin dalla creazione del suo gruppo, aveva condotto un sondaggio ogni anno, durante il mese di marzo, per 22 anni sullo stato di salute della sua famiglia, la condizione psicologica e la situazione finanziaria. Ha calcolato quanto tempo ogni persona e la famiglia nel suo insieme dedicava a settori quali lavoro, studio e I contributi alla società. Ha poi valutato se l’attività fosse utile o no e quanto tempo dovesse essere idealmente assegnato ad esso. Disse che si servì di questi risultati per realizzare una casa time-efficient, in cui il tempo fosse usato in maniera ottimale.

Segmenti 16-19, traduttrice Sandy Altermatt (Svizzera), tempo guadagnato 1:30h

16. Tutti, ha pensato Mizushima, hanno 24 ore in un giorno, e a differenza del denaro, il tempo non è soggetto a inflazione, inflazione che era un grande problema in Giappone sia nel periodo in cui aveva incominciato a formulare le sue idee legate all’utilizzo del tempo come una valuta, sia nel 1973, quando ha creato il suo gruppo. Quest’ultimo periodo coincideva con la grande crisi energetica che aveva provocato panico fra una popolazione con la paura di ricascare nella penuria del dopo guerra.

17. L’esperienza diretta di Mizushima sull’impatto imprevedibile dei prezzi di prodotti di prima necessità, l’hanno portata a credere che non si può fare affidamento sui soldi per una vita sicura. Si è spinta a sostenere che i risparmi di tempo potrebbero provvedere un sistema più affidabile rispetto al capitalismo o al comunismo, entrambi da lei considerati fallimentari. Ha immaginato che la valuta della comunità che avrebbe fatto un balzo negli anni 90 e all’inizio de 21esimo secolo in Giappone, poteva essere un mezzo per una ripresa delle economie locali in pericolo di fallimento. Ha detto che non importa quanto assiduamente la gente risparmi, non saprà mai quanto questi risparmi potrebbero valere in futuro. Anche il possesso di denaro, non darebbe la garanzia di trovare persone disposte, o in grado, di fornire i servizi necessari, mentre il sistema da lei contemplato sì.

18. Oltre pensare che, se il tempo poteva essere trasformato in valuta che la gente poteva scambiarsi per benefici reciproci, Mizushima, pensava che l’atto di dare e ricevere tempo potesse coltivare amicizie e relazioni umane in un modo che con lo scambio di denaro non era possibile. Aveva visto il potenziale di questa nuova valuta, per creare una società più premurosa, aumentando lo scambio di assistenza reciproca nella comunità, valorizzare mansioni di tutti i giorni, come quelle svolte dalle casalinghe o assistenti, mansioni che il sistema monetario, o salariale, non premiava. Queste, per coincidenza erano le stesse ragioni per cui sistemi simili erano stati creati negli Stati Uniti negli anni 80 e nel Regno Unito negli anni 90.

19. Mizushima non ha sempre avuto successo nel tentare di persuadere altri ad adottare la sua proposta. Nel primo dopo-guerra era entrata a fare parte di un club femminile a Osaka, per tentare di interessare le donne lavoratrici alla sua idea, pensando che fosse un modo conveniente per donne che lavorano di trovare sostegno per i bambini. La risposta è stata che visto che queste donne guadagnavano dei soldi, erano in grado di pagare loro stesse per l’assistenza ai figli, e di conseguenza non avevano bisogno di barattare tempo. Mizushima quindi si è dedicata a reclutare casalinghe che, a suo avviso, soffrivano di poca riconoscenza per le loro abilità.

Segmenti 20-22, traduttore Paolo Zuccotti (Svezia), tempo guadagnato 2:00h

20. Nel 1950 Mizushima fu ispirata a mettere le sue idee su carta in un saggio per il concorso di un quotidiano condotto come parte di un primo evento nazionale intitolato Idee delle donne per la creazione di una nuova vita.'[14] Tenutosi a Takashimaya, un grande magazzino a Osaka, all’evento furono esposte opere create da casalinghe, si tennero conferenze su cucina, artigianato e cure di bellezza, ma anche consulenza finanziaria e stili di vita delle casalinghe Americane. L’evento faceva parte di un movimento per promuovere le attività delle donne nel dopoguerra, quando, come notò Mizushima, girava voce che “sia le calze che le donne erano diventate più forti”. Nonostante i vari tentativi dei membri di localizzare l’articolo, purtroppo non permane nessuna copia conosciuta di questo lavoro. Tuttavia, Mizushima stessa disse che la sua scomparsa non fu di grande importanza perché i pensieri che conteneva furono poi inseriti nelle sue conferenze e scritti successivi. Perfino il nome del giornale che ha pubblicato l’articolo è ad oggi sconosciuto, dovuto al fatto che quello fu un periodo piuttosto caotico per il giornalismo, quando le pubblicazioni andavano e venivano e capitava anche che i titoli venissero scambiati e riutilizzati.

21. Mizushima scrisse in un’epoca in cui in Giappone il matrimonio era universale e la maggior parte delle donne divenivano casalinghe, proprio come lei. Così sembra naturale che lei avesse scelto di concentrarsi sulla vita delle casalinghe nel suo studio sui modelli di uso del tempo nel corso della vita. Nel descrivere il contenuto del suo saggio nei suoi scritti successivi, ricordò la divisione che fece della vita di una donna separandola nelle fasi di figlia, sposa novella, allevatrice e genitore solo, che comprendeva periodi in cui non c’era abbastanza tempo e altri in cui di tempo se ne aveva in surplus. Concluse che la gente avrebbe potuto approfittare di questi cambiamenti nel corso della vita, se avesse imparato ad utilizzare al meglio ogni periodo. Si sarebbero potuti preparare aiutando altre persone nei momenti in cui avessero avuto tempo da perdere, per poi ricevere assistenza nei momenti più stressanti e di bisogno.

22. Nonostante i suoi membri si scambiassero tempo e lavoro, piuttosto che soldi, la banca di Mizushima assomigliava a una banca convenzionale, dove si registravano versamenti e prelievi sotto forma di punti per tempo dato o tempo rimborsato. I partecipanti incassavano tempo dandone ad altri, per poi successivamente attingerne dai loro risparmi. Questo era concepito come un modo efficace di prepararsi a un futuro imprevedibile che, Mizushima avvertì, era il destino di tutti. Lei sostenne che, nonostante tutta l’attenzione che si possa mettere sulla salute, chiunque avrebbe potuto ammalarsi o avere qualche altro dilemma ingestibile da soli, e quindi che tutti hanno bisogno di fare affidamento sulla cura degli altri. La possibilità di ottenere un sostegno consisteva nel dare prima assistenza agli altri in un sistema che premiava l’aiuto fornito con punti che potevano pagare per aiuti successivi. Lei inoltre esortò la gente a pensare oltre i limiti delle proprie famiglie, sostenendo che tutti avessero la responsabilità di prendere in considerazione anche il benessere della loro comunità. Idealmente, lei si immaginava che le comunità avrebbero in seguito costituito organizzazioni di quartiere per promuovere lo scambio reciproco di servizi nei momenti di bisogno.

Segmenti 23-25, traduttrice Maisa Martorano (Brasile), tempo guadagnato 3:00h

teruko-mizushima23. Mizushima ha sviluppato studi con base nelle sue proprie attività per dimostrare che le persone possedevano una quantità eccessiva di ore che potrebbero essere utilizzati nel modo da lei sostenuto. Ha diviso un giorno nella vita di una casalinga media in tre periodi separati di otto ore. Le prime otto ore per il sonno e le seconde otto ore per faccende domestiche. Le terze otto erano per uso personale della donna, con circa la metà essendo, per esempio, per i pasti, abluzioni, leggendo i giornali e ascoltando la radio. Le restante quattro ore erano lasciati alla discrezione della donna da utilizzare. Mizushima sperava che questo tempo libero potrebbe essere impiegato per aiutare i costretti a casa, gli anziani ed i disabili. Questo lavoro non doveva essere specializzato, ma qualcosa che chiunque potrebbe fare.

24. Inizialmente Mizushima sosteneva che i punti dovrebbero essere assegnati per premiare adeguatamente il livello di difficoltà del lavoro svolto, variando da uno a tre punti. Tuttavia, nel momento in cui ha fondato la sua organizzazione nel 1973 aveva deciso che tutto il lavoro dovrebbe essere classificato come uguale, con un punto per eguagliare un’ora di qualsiasi compito contribuito. Banche del tempo successivi hanno operato lungo linee simili, sia in Giappone che all’estero.

25. Il primo lavoro di Mizushima è stato pubblicato nel caos inflazionistico del immediato dopoguerra in Giappone, quando l’idea del tempo come unità monetaria era abbastanza unica. Le sue idee hanno attratto ampia attenzione della stampa e Mizushima è diventata un commentatore sociale cui opinioni sono state mandate in onda su radio e giornali e poi, quando è iniziata, in televisione. Dopo, Lei ha scherzato sul fatto che è apparsa sulla emittente nazionale, NHK, così spesso nel periodo subito dopo il suo saggio che la gente ha iniziato a chiederle se lei era impiegato lì. Inoltre ha viaggiato in tutto il paese dando discorsi e così facendo ha ricevuto l’incoraggiamento a mettere le sue idee in pratica e ha anche guadagnato potenziali reclute. Anche se per tutta la vita ha continuato a descrivere se stessa come una casalinga, ha sviluppato un profilo mediatico e anche una capacità di parlare che dopo hanno attratto membri al suo gruppo.

Segmenti 26-28, traduttrice Jackie Toriziani (Brasile), tempo guadagnato 0:45h

26. Oltre a fare proseliti per il suo gruppo, Mizushima utilizzava le sue abilità di interlocutore per incoraggiare gli altri ad avere fiducia in sé stessi ed esprimersi come individui. Tra i gruppi indirizzati da lei in quel periodo c’erano le Università dei Cittadini Anziani. Quando lei parlava in questi raduni, chiedeva sempre alle donne di alzare le mani, giacché tutti indossavano vestiti in toni di grigio e marroni, che allora erano ritenuti colori adatti per gli anziani, Mizushima trovava delle dificoltà nel distinguere gli uomini dalle donne. Allarmata per la mancanza di individualità in queste udienze, ha detto loro che, sebbene i giapponesi avevano per tradizioni in passato indossato i colori imposti alla loro età, le persone devono indossare qualsiasi colore consigliasse la propria fantasia anche quando sono oltre i sessanta.

La Banca del Lavoro Volontario

27. Mizushima originariamente prevedeva di iniziare il suo gruppo, la Banca del Lavoro Volontario, nel 1975, quando il marito sarebbe andato in pensione, ma decise che avrebbe potuto farlo il giorno della sua pensione come madre, così come la chgiamava, quando il figlio si sposò nel 1973. Ha detto che questo ha segnato l’inizio della sua opera più importante della vita. L’epoca in cui ha fondato il suo gruppo ha coinciso con un aumento dell’ attività di gruppo delle donne. Dal 1970, movimenti di base delle donne sposate non occupate, molti delle quali erano ben istruite, erano diventati una forza importante nella società giapponese .

28. Il gruppo di Mizushima non era direttamente collegato con l’allora nascente movimento di liberazione delle donne, anche se è stata descritto così, dal momento che è nato intorno allo stesso periodo. I membri condividevano un obiettivo comune con le femministe di voler migliorare la vita delle donne. Takie Sugiyama Lebra osservò nel 1980 che mentre il gruppo sembrava ‘fondamentalmente conservatore in contrasto al movimento liberazionista, la Banca de Lavoro contiene un potenziale rivoluzionario di invertire le priorità dei valori stabiliti.’ Lebra sosteneva che lo ha fatto inserendo un valore più alto sul lavoro domestico che già esisteva in Giappone, ponendo in dubbio se il lavoro dell’uomo, retribuito, in realtà avesse più valore del lavoro domestico non retribuito delle donne, il quale era “correlato direttamente con la vita umana”.

Segmenti 29-32, traduttrice Licia F. (Italia), tempo guadagnato 3:15h

La Banca del Tempo
29. Il sistema adottato dalla Mizushima nella sua associazione si basava su due tipi di attività, entrambi importanti. Il primo consisteva nel lavoro di volontariato, contribuito ai non soci e obbligatorio per tutti, a eccezione delle donne dopo il parto e dei soci di età superiore ai sessantacinque anni; un lavoro, questo, che fu svolto più in gruppo che singolarmente, finendo così per creare un sentimento di forte solidarietà tra i membri. Alcuni soci mi hanno raccontato che alle ore svolte insieme presso un’istituzione, spesso seguiva una visita al mercato e un caffè nel pomeriggio. Fornire aiuto alle strutture pubbliche divenne la scelta più popolare e lo è tuttora. In genere, un gruppo di donne visita una sede una volta al mese, in un giorno prestabilito, fornendo servizi quali le pulizie che, pur essendo attività casalinghe, assumono un nuovo significato poiché svolte in un contesto esterno. In questo modo, il lavoro ha smesso di essere marginale e non qualificato.

30. Il secondo tipo di attività si basava sullo scambio di lavoro all’interno del gruppo stesso, per cui si ottenevano punti a ogni transazione. Lo scambio poteva riguardare qualunque cosa richiesta dagli altri soci, ma spesso era destinato alla cura di parenti malati o di bambini. La cura del prossimo divenne, quindi, una componente fondamentale per le attività dell’associazione.Tutti i soci erano tenuti a prestare almeno due ore di volontariato al mese. La Mizushima scelse questo numero poiché lo credeva fattibile per chiunque, al di là degli impegni che ognuno poteva avere; inoltre sperava che le persone, una volta coinvolte come volontarie, sarebbero diventate più abili nell’uso del tempo, in modo da aumentare il proprio contributo di circa tre-quattro ore a settimana. Lei infatti pensava che i soci si sarebbero abituati a offrire il loro tempo proprio mentre, in cambio, accumulavano punti per assicurarsi servizi da spendere in vecchiaia o in altri momenti difficili.

31. Quando il progetto innovativo della Mizushima fu realizzato, molti si preoccuparono della sua fattibilità a lungo termine, temendo, in caso di fallimento dell’associazione, di non poter poi riscattare i punti accumulati. Ciò finora non è accaduto, ma la questione impensierisce ancora le organizzazioni sparse nel mondo . La stessa Mizushima si rallegrava e si rattristava per come i soci consideravano il sistema a punti. Stando a quanto raccontano alcuni membri, con cui ho parlato durante la mia ricerca sul campo, lei denunciò apertamente coloro che, fraintendendo le sue idee, al momento di lasciare l’associazione credevano di poter riscuotere i punti in denaro, poiché ciò era contro le regole e l’etica del gruppo.

Segmenti 33-35, traduttore Stefano Reitano (Italia), tempo guadagnato 1:00h

33. Se un numero considerevole di persone si fosse unito, il sistema degli scambi ne avrebbe sicuramente giovato. Per questo, una delle ambizioni di Mizushima era di espandere il più possibile la sua organizzazione. Entro il 1979 riuscì a raggiungere il suo obiettivo di una rete di filiali su scala nazionale, ma non realizzò mai la sua ben più grande aspirazione di raggiungere, in ogni scuola elementare del paese, le giovani madri con figli. Mizushima fece proselitismo per tutto il Giappone sia prima che dopo la costituzione del suo gruppo, cercando reclute dovunque si recasse. All’interno del gruppo, molti ancora si ricordano che la motivazione principale per cui ne entrarono a far parte fu il contagioso entusiasmo di Mizushima durante i suoi dibattiti pubblici. E non pochi ci andarono seguendo i consigli di amici a loro volta ispirati dalle performance di Mizushima.

34. Mizushima desiderava che la maggior parte del volontariato effettuato nei confronti delle persone esterne al gruppo fosse rivolto agli anziani. Pensava che la generazione che aveva sopportato le difficoltà della guerra avesse già dato molto al proprio paese, e che in cambio i giovani dovessero prendersene cura. Nel periodo che arriva fino al 2000, anno in cui venne introdotto il sistema di assistenza continuativa, la maggior parte degli sforzi del gruppo si concentrarono sugli aiuti alle case di riposo. Inoltre, buona parte dell’assistenza che i membri si scambiavano all’interno del gruppo attraverso il loro sistema di punti riguardava gli anziani, sotto forma di assistenza ai parenti più anziani quando questi venivano ricoverati in ospedale o non erano in grado di badare a sé stessi o alla propria casa. I membri che ricevevano assistenza per i propri familiari erano estremamente riconoscenti, poiché ottenevano del tempo libero che prima non avrebbero potuto neanche prendere in considerazione. Una raccolta di saggi brevi pubblicati nel 2001 dai membri della Volunteer Labour Bank per commemorare il ventottesimo anniversario del gruppo contiene numerose testimonianze di persone appartenenti a questa categoria.

Il lascito di Mizushima
35. La morte improvvisa e inattesa di Mizushima nel 1996 fu un duro colpo per il gruppo. Esso avrebbe potuto anche scomparire, se non fosse stato per Yoshiko Moriwaki, amica intima della defunta, che ne prese il comando. Ciononostante, i membri sono diminuiti da 4000 a meno di 1000. L’età dei soci si è alzata, dato che la maggioranza è composta dalle donne che si unirono al gruppo ai suoi albori, quando loro avevano venti, trenta o quarant’anni. Ci si sta impegnando per reclutare donne più giovani che possano assicurare all’organizzazione una sopravvivenza duratura. Il tentativo che ha ottenuto più successo è stata una filiale nella prefettura di Nara (da me visitata), che ha attratto le giovani madri ponendo come attività principale l’assistenza ai bambini.

Segmenti 36-38, traduttrice Martina Russo (Perù), tempo guadagnato 1:00h

36. Nel 2005 il gruppo Mizushima ha aperto una nuova sede nel centro di Osaka; dotata di ampio spazio per le attività organizzative e per gli atti sociali del gruppo, essa offre anche uno spazio ideato per il pernottamento dei visitatori. Un team di donne gestisce il centro che, al momento della mia visita, era un alveare in piena attività. Il gruppo ora comprende donne lavoratrici e una piccola quantità di uomini. A partire dal 2007, sono state stabilite 125 filiali in tutto il Giappone, con la maggiore concentrazione nella regione del Kansai nell’area di Osaka, dove l’organizzazione ha avuto origine.

37. Gli attuali dirigenti mi hanno spiegato che le filiali della Volunteer Labour Bank (la Banca del Lavoro Volontario) vengono mantenute di piccole dimensioni in accordo con le prime direttive di Mizushima. Lei, infatti, credeva che le persone operino in modo più efficace in piccoli gruppi e che, una volta che i gruppi superano una certa dimensione, la partecipazione attiva da parte della maggioranza diminuisce, poiché la responsabilità viene lasciata nelle mani di uno o due individui a capo dell’organizzazione. Mizushima voleva incoraggiare la partecipazione attiva di tutti i membri e garantire che tutti contribuissero, piuttosto che seguire ciò che veniva fatto dagli altri senza pensare.

Conclusione
38. Questo documento dà credito alla dedizione di Mizushima, che, per i suoi sforzi pionieristici, merita un riconoscimento di gran lunga maggiore. Mizushima notò che molti giapponesi gettano sguardi freddi su chi ha la verve di avviare nuove imprese; tuttavia, lei non lasciò mai che questo tipo di atteggiamento la scoraggiasse dallo sperimentare e mettere in pratica nuove idee. Mizushima fu una donna dotata di una visione all’avanguardia e allo stesso tempo un riflesso della sua epoca: pur sostenendo che il suo gruppo non fosse un gruppo femminista, considerava che uomini e donne avessero le stesse capacità e combatté perché la società lo riconoscesse. Incoraggiò le persone a provare a dare il massimo e ad acquisire nuove competenze. A questo proposito, Mizushima fu una pioniera per i giapponesi che oggi stanno per andare in pensione o che sono in età avanzata e cercano di creare nuovi stili di vita per gli anziani all’interno di una società che cambia, impegnandosi nelle banche del tempo.

L’introduzione e l’assemblaggio del post è stato realizzato da Stefano Reitano

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