Francesco Mercadante, l’operaio della parola in difesa del linguaggio

Francesco_Mercadante

TimeRepublik va alla scoperta dei blogger che hanno deciso di adottare il widget dona tempo. Oggi vogliamo presentarvi Francesco Mercadante, ex professore universitario che abbandonata la cattedra, si dedica alla comunicazione, lavorando come consulente per aziende e liberi professionisti. Quella per la comunicazione è una vera e propria passione, al punto che Francesco stesso si definisce un “operaio della parola”. Da febbraio scorso Francesco gestisce Errori & Parole, un blog incentrato sul linguaggio. Traendo spunto dagli errori più comuni, l’autore suggerisce ai propri lettori come parlare e scrivere meglio. Il blog vuole essere uno strumento per contrastare tutti quegli errori che spesso si sentono – e si leggono – in giro per il web e nella vita di tutti i giorni.

Ciao Francesco, parlaci un po’ di te.

Io sono un analista del linguaggio e della comunicazione per amore. Già adolescente, per una combinazione di elementi sociali ed emotivi, ero innamorato della parola e dei suoi significati, tanto da inseguirla sia sui manifesti pubblicitari sia nei libri che mi capitavano tra le mani. La complicità di mio nonno, che aveva studiato latino e greco coi gesuiti, e l’incontro con il professore Nunzio Incardona, ordinario di Filosofia Teoretica che elaborava e sperimentava pericolosamente intrecci linguistici, hanno fatto divampare la neonata e, sulle prime, immatura passione. Oggi, offro la mia consulenza ad aziende e liberi professionisti circa la realizzazione di campagne di comunicazione, strategie di marketing, formazione, indagini di mercato, processi di vendita e tutto ciò che passa da lingue e linguaggi. Prima di scegliere la libera professione, ero un docente universitario anomalo, bizzarro e funambolico: non a caso, dopo sette anni d’insegnamento presso l’Università degli Studi di Palermo, mi sono dimesso suscitando parecchio disagio attorno a me per via della scelta impopolare. In seguito alle dimissioni, cominciai a lavorare all’estero, per caso e per scelta. Cercavo stimoli diversi. Un’azienda di arredo mi spedì in Marocco a trattare i processi d’Internzionalizzazione; andai in Svezia per curare un progetto di enogastronomia; in Francia per occuparmi di editoria; in Russia per trattare alcuni aspetti del sistema finanziario; e così pure in Algeria, in Tunisia, negli USA et cetera. Decisi di rientrare a Palermo, dove l’economia di certo non è altrettanto luminosa quanto lo è all’estero o nel settentrione d’Italia, per un amore più grande di quello che provo per il linguaggio: quello che mi lega a mia figlia, unica vera espressione della mia esistenza autentica. Mi tocca dire, ahimè, che ciò che ha fatto un padre per amore ha generato qualche disagio sul piano economico, una sorta di contraccolpo sociale del sentimento, un prezzo umano.  Resto sul mercato, come si suol dire, e lo faccio col solito entusiasmo e con parecchia grinta. Ho scritto alcuni libri su linguaggio e comunicazione e continuo a farlo. Il blog, tramite il quale ci siamo conosciuti, n’è indubbiamente la testimonianza concreta. Sono un operaio della parola.

Riccardo_Scandellari_Francesco_Mercadante_Blogging

Un’immagine che accompagna uno dei post sul blog Errori&Parole

Di cosa scrivi nel tuo blog?

Ne Errori & Parole, tratto di grammatiche paradossali e alternative, ma non solo! In pratica, anziché redigere elenchi di regole, racconto aneddoti linguistici e suggerisco come parlare e scrivere ‘meglio’, traendo spunto dagli errori comuni della lingua italiana, da quelli che sento a quelli che leggo. Il web, in materia di errori grammaticali, è molto generoso, forse troppo, visto il numero incalcolabile e patologico di scrittori, poeti, blogger, content manager, social media manager e… Chi più ne ha più ne metta! Sia chiaro: nulla in contrario a che si alimenti la libertà di espressione! Tuttavia, nella maggior parte dei casi, si tratta di illibertà o suicidio. Altro è scrivere per sfogo e intrattenimento relazionale, altro è qualificarsi come ‘writer’ e professionisti della scrittura. Non ci si rende conto che il sistema di comunicazione, che, se parliamo di blogging, si compie attraverso la scrittura, si nutre di linguistica, psicologia e antropologia. Di conseguenza, mi diverto a scovare gli eccessi e le storture, spesso con fare provocativo, pur se, quest’ultimo, è solo un aspetto ludico. Dicevo prima “grammatica, ma non solo”. Il mio intento è quello di realizzare dieci aree di studio dell’intero sistema linguistico. La prima, com’è noto, è quella della grammatica, che sta per giungere al termine. Ad essa seguirà il linguaggio delle devianze e, in generale, delle psicopatologie. A tal proposito, ho pubblicato ne Errori & Parole, una sorta di sommario descrittivo. Vorrei dare al lettore una visione d’insieme. Uno degli impegni che intendo mantenere, tra le altre cose, consiste nell’usare un registro linguistico accessibile e di ampia fruibilità affinché s’intuisca che la cultura oscura ed enigmatica è una specie di alterazione del messaggio in chiave narcisistica.

Che cosa lo differenzia dagli altri siti della blogosfera

Spetterebbe ai lettori indicare le differenze soprattutto perché non vorrei correre il rischio dell’autoesposizione. Io posso limitarmi a definire i miei propositi e il mio stile. Per farlo ricorro ad un prezioso contributo di Riccardo Scandellari pubblicato qualche mese fa e secondo il quale è scientificamente accertato che più del 60% dei profili dei social network offre sorrisi, vite beate e brillanti capacità professionali di dispensatori di consigli sul ‘vivere meglio’, laddove sorrisi, vite beate e capacità professionali nascondono cialtroni squattrinati, depressi ed incolti (vedi qui). L’ho già dichiarato altrove e lo ribadisco. Ecco: io faccio di tutto per evitare di dissimulare il mio stato socio-economico e la mia condizione psicologica! Ritengo che un profilo ‘umano’ e autentico sia l’essenza di ogni relazione. Può sembrare che la mia risposta sia impertinente rispetto al tema della domanda, ma, come ho già detto, non voglio attribuire chissà quale qualità ai miei lavori. Preferisco che i lettori mi giudichino liberamente e senza suggestioni che provengono da me. Di conseguenza, m’impegno a non alterare o travestire la mia immagine o non dire che sono sempre al di sopra degli eventi. Se qualcosa mi dà fastidio, non mi mostro affatto compiacente. In quanto al resto, posso garantire a chiunque sia interessato a saperlo di svolgere assiduamente delle ricerche di pertinenza e di prestare molta attenzione al dato scientifico e alla bibliografia necessaria ed essenziale.

Hai installato da poco il nostro widget. Come pensi di utilizzare le ore che riceverai tramite TimeRepublik?

TimeRepublik per me è stata una scoperta d’impareggiabile valore, tanto che non ho esitato neppure un attimo ad installare il widget sul mio blog. È un’idea geniale, realizzata con rara competenza e altrettante professionalità. Al momento, mi sento un bambino che è entrato da poco al luna park ed è stordito dalle luci e dalla quantità di giochi attraenti. Vorrei fare tutto, ma, com’è giusto che sia, devo fare una selezione adeguata dei contenuti. Scambiarsi servizi e competenze sulla base del tempo accumulato è un’intuizione preziosa che conduce presto alla nascita di un vero e proprio circolo virtuoso. Non avrei mai immaginato di potere usufruire di servizi gratuiti con questa modalità, cioè accumulando tempo e crediti e donando tempo e crediti. Per carità, può darsi che io mi lasci entusiasmare facilmente, ma siamo fin troppo abituati a monetizzare la presenza sul web, pertanto anzitutto penso di poter suggerire a chiunque di provare il modello TimeRepublik.

SIGN UP ON TIMEREPUBLIK.COM

Comments

comments