La Sharing Economy come nuovo paradigma aziendale e sociale – Rassegna Stampa

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Il nuovo paradigma dell’azienda collaborativa – Marta Mainieri – 9 Dicembre 2014

Se i cittadini scambiano e condividono che ruolo possono svolgere le aziende tradizionali? La sharing economy propone un nuovo paradigma di fare azienda, rivoluzionando il modo tradizionale di gestire la catena del valore, i clienti e i loro bisogni. La seguente presentazione è stata illustrata a Sharitaly 2014, il primo evento interamente dedicato all’economia collaborativa in Italia.

La sharing economy che rinnova il sociale – Il Sole 24 Ore – Marta Mainieri – 10 Dicembre 2014

Idea

Il terzo settore dovrebbe essere il motore della sharing economy e invece nasce al di fuori del suo contesto. Lo rileva una ricerca effettuata da Collaboriamo.org sulle piattaforme di sharing economy in Italia indicando che soltanto l’11% dei servizi collaborativi – quelli cioè che mettono in contatto persone per scambiare e condividere beni – sono registrati come associazioni o imprese sociali. Eppure i due mondi mostrano profondi punti di contatto fin dalle rispettive origini.

[…]

Nonostante tutti questi punti in comune i due mondi si parlano appena, eppure, un incontro fra servizi collaborativi e terzo settore porterebbe degli indubbi vantaggi a entrambi gli attori.

Stringendo degli accordi con le piattaforme collaborative, le imprese sociali potrebbero, per esempio, rinnovare i servizi esistenti. Tabbid, piattaforma che mette in contatto persone per eseguire piccoli lavoretti, ha promosso un accordo con una cooperativa per includere i detenuti all’interno della propria piattaforma; TIMEREPUBLIK, banca del tempo digitale e Scambiacibo o Ifoodshare che promuovono lo scambio in eccedenza di cibo, permettono a servizi come il Banco Alimentare e le banche digitali di raggiungere un pubblico più ampio.

Leggi l’intero articolo su  Il Sole 24 Ore

La sharing economy rivoluziona il sociale – Inside Marketing – Stefania Imperatore – 15 Dicembre 2014

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Sono 138 le piattaforme collaborative che operano in Italia, divise in 11 diversi ambiti tra i quali i più interessanti sono il crowdfunding (con il 30% delle piattaforme), i beni di consumo (20%) i trasporti (12%), il turismo (10%), il mondo del lavoro (9%). E’ quanto emerge da una ricerca curata da Collaboriamo.org. Ma soltanto l’11% dei servizi collaborativi – quelli cioè che mettono in contatto persone per scambiare e condividere beni – sono registrati come associazioni o imprese sociali. Infatti, sebbene siamo molti i punti in comune tra il terzo settore e le piattaforme di sharing, i due mondi comunicano appena. […]

Leggi l’intero articolo su Inside Marketing

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