Sono 138 le piattaforme collaborative in Italia, ma l’offerta supera la domanda

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Le piattaforme collaborative che operano in Italia sono 138, divise in 11 diversi ambiti, tra i quali si segnala il crowdfunding (che conta ben il 30% delle piattaforme), i servizi dedicati allo scambio o al noleggio di beni di consumo (20%), i trasporti (12%) che comprendono servizi di condivisione posti auto in città o su lunghe tratte. Molto interessato alla sharing economy anche il settore del turismo che con il 10% di aziende mostra un sistema variegato di servizi, che comprende piattaforme che permettono ai privati di affittare o scambiare la propria abitazione per brevi periodi (9 in Italia) e quelle che facilitano l’incontro di persone del posto con viaggiatori, ai quali si propongono visite personalizzate e alternative dei luoghi.

La distinzione in settori diversi prova che siamo di fronte a un nuovo modello di servizio, che ben si adatta a diversi ambiti, ma anche che il settore mostra cenni di maturità, come rivelano anche altri dati della ricerca: il 93% riconduce il proprio servizio all’interno della sharing economy, mentre solo un anno fa molte piattaforme non conoscevano neanche il significato di economia della condivisione; il 68% delle aziende collaborative italiane, inoltre, è registrato come Srl, che significa assunzione di costi e responsabilità. Alcuni servizi collaborativi, infine, crescono raggiungendo numeri interessanti: Sardex, piattaforma di scambio di beni b2b, per esempio, nel 2013 ha raggiunto un volume di scambi pari a 24 milioni puntando, quest’anno, ai 36 milioni. Fubles, servizio che facilita l’organizzazione di partite di calcetto, conta una community di 430mila persone e più di 115mila partite giocate; Gnammo, che permette a cuochi non professionisti di preparare cene per privati cittadini ha raggiunto 20mila utenti, così come Timerepublik, banca del tempo digitale, e Reoose, piattaforma di baratto. Numeri non ancora sufficienti per far decollare i servizi ma che iniziano a mostrare una certa consistenza e solidità.

L’offerta, tuttavia, rimane di gran lunga superiore alla domanda e, nonostante l’ultimo il Rapporto Coop 2014 rilevi che la predisposizione a condividere degli italiani è superiore anche a quella di altri paesi d’Europa, il 68% delle piattaforme non supera i 5000 utenti.

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Marta Mainieri

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