Stefano Reitano ci parla del suo #Timefactor

stefano-reitano-traduttorePer scoprire cos’è il #timefactor, abbiamo deciso di intervistare alcune persone che si sono iscritte alla nostra piattaforma e hanno cominciato ad offrire i propri talenti alla community. Il primo ‘timerepublikano’ che parlerà con noi è Stefano Reitano, che offre servizi di traduzione dall’inglese e dallo spagnolo all’italiano.

TR: Bene, diamo avvio alla parte forte di questa intervista, Stefano. Parlaci brevemente di te.

SR: Prima di tutto, vi ringrazio per l’ospitalità e saluto tutti i lettori del blog! Mi chiamo Stefano, ho 25 anni e sono nato a Messina. Mi sono laureato in Filologia moderna, conosco due lingue straniere (spagnolo e inglese) e ho avuto la fortuna di lavorare come traduttore in Spagna per qualche mese, oltre a quella di aver fatto diverse altre esperienze all’estero. Dal 2005 mi occupo anche di traduzioni di videogiochi (non profit), all’interno del gruppo SadNES cITy (spero che non vi arrabbiate se faccio un po’ di pubblicità!)

TR: Non preoccuparti, apprezziamo chi si ingegna in percorsi alternativi per valorizzare il proprio talento: d’altro canto, questo fa parte della nostra filosofia! Quali sono i servizi che offri alla community di TIMEREPUBLIK?

SR: Principalmente le traduzioni dall’inglese e dallo spagnolo all’italiano, anche di file grafici (traducendo videogiochi ho imparato a lavorare sulla traduzione delle scritte grafiche). Grazie al mio background umanistico, posso anche offrire servizi di revisione di bozze o di aiuto agli studenti stranieri che vorrebbero imparare l’italiano. Sono anche discretamente esperto di videogiochi e di smartphone che montano Android.

TR: Un profilo un po’ particolare per un umanista! Ma dicci, secondo te che cos’è il #timefactor di cui parliamo?

SR: Beh, da otto anni traduco videogiochi semplicemente per passione, oltre che per migliorare le mie competenze linguistiche. La possibilità di ricompensare le attività non-profit con il tempo, spendibile per ottenere – come moneta – qualcos’altro, è sicuramente un incentivo per chi vi si applica. Se prima non si riceveva niente dagli utenti, in futuro TIMEREPUBLIK potrà permettere vere e proprie campagne in stile crowdfunding per ricompensare gli autori di lavori non-profit, che saranno così ulteriormente invogliati a realizzare un lavoro il più perfetto possibile, perché potranno continuare a fare volontariato “riavendo indietro” il tempo speso per farlo, affiancando ad esso una capacità di spesa altrimenti non ottenibile, e una valorizzazione del profilo personale in termini di feedback e valutazione. E questo è già qualcosa di straordinario! Credo, comunque, che il #timefactor cambi da persona a persona: tutti, ultimamente, abbiamo in comune sia la scarsità di denaro che la necessità di metterci in luce. TIMEREPUBLIK, consentendo entrambe le cose, potrà mettere d’accordo molti: anche, ovviamente, chi è in cerca di un lavoro nel senso classico del termine.

TR: Una definizione interessante! Bene, Stefano, ti ringraziamo per il tempo che ci hai concesso e ti auguriamo tanta fortuna sulla nostra piattaforma! Faremo tesoro della tua testimonianza.

SR: Grazie a voi, un saluto a tutti!

Contatta Stefano per una traduzione o per un altro suo talento! Visualizza il suo profilo: https://timerepublik.com/users/stefano-reitano-3b1217c35

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